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La storia della Associazione

(Ultimo aggiornamento: 28-11-09)



Tags: Storia - Aitep

A.I.Te.P.

associazione italiana tecnici della prevenzione dell'ambiente e dei luoghi di lavoro

già A.I.T.I.A.L.

associazione italiana tecnici di igiene ambientale e del lavoro


La scuola diretta a fini speciali.

Una volta esisteva una scuola diretta a fini speciali per tecnici di igiene ambientale e del lavoro.
Era stata attivata presso l'università degli Studi di Pavia, facoltà di medicina e chirurgia.
I corsi, biennali, si tenevano presso l'allora istituto di Igiene e presso la Fondazione Salvatore Maugeri, con l'apporto di docenti della cattedra di Medicina del Lavoro e della Fondazione stessa ed erano iniziati nell'anno 1979/80 con pochi allievi.

Non sappiamo se corsi simili furono attivati presso altre scuole negli stessi anni, probabilmente no. In seguito invece ci si rese conto che c'erano altre due scuole attivate a Bari e a Cagliari.

Ma procediamo con ordine...

Il corso

Il corso come già accennato era biennale e a numero chiuso, occorreva superare un esame per entrare in graduatoria;
anatomia umana, biologia, chimica, fisica applicata all'igiene, epidemiologia, microbiologia, tecniche di prelievo e analisi, organizzazione del lavoro, tossicologia, e altre materie formavano l'ossatura del corso.
C'erano poi i laboratori da seguire e gli esami da sostenere. Il tutto forse non molto impegnativo, se rapportato ad altri corsi, anche se gli esami non li ha mai "regalati" nessuno.

Il diploma

Il termine del bienno di studi era sancito dalla discussione della tesi.
Con il bel diplomino in mano, il TIAL (come sarebbe stato chiamato affettuosamente il diplomato tecnico di igiene - per inciso crediamo sia l'unico acronimo "pronunciabile" che designi una categoria di diplomati nelle professioni sanitarie intermedie...) era ormai pronto ad iniziare la ricerca del Sacro Lavoro (detto anche Sacro Impiego...) che si annunciava fruttuosa e abbondante. Ricordiamoci che gli anni a cavallo tra la fine del decennio 70 e l'inizio di quello 80 sono stati quelli che segnarono la nascita di una sempre più diffusa coscienza ambientalista; le speranze erano tante, le proiezioni di alcuni enti governativi davano l'ambiente come il settore dove più si sarebbe diffusa occupazione... forse per tutti, tranne che per i diplomati TIAL... :-(((
Ad un certo punto della Storia, alcuni tecnici si accorsero che il diploma rilasciato da una Università della Repubblica Italiana, valeva più o meno come carta straccia per un altro settore della vita sociale italiana: la Sanità.

Da poco erano state organizzate le Unità Socio Sanitarie Locali (USSL o USL ), ed era stata emanata una normativa concorsuale che per il settore di vigilanza ed ispezione (dove naturalmente il TIAL sarebbe potuto andare a collocarsi) prevedeva un certo numero di diplomi tra cui tutti i periti industriali, il perito agrario e il geometra... chi era diplomato TIAL, era escluso se non aveva il diploma di maturità consono. Ovviamente la stragrande maggioranza dei TIAL dell'epoca.

Il Diploma di TIAL in buona sostanza non era riconosciuto da nessuno!

Nonostante alcune azioni che i TIAL intrapresero con l'appoggio di alcuni politici di quegli anni (lettere ai giornali, interrogazioni in regione e al parlamento, etc) la situazione rimase tale e quale. Intanto la scuola continuava a sfornare diplomati al ritmo di 8/10 all'anno, completamente ignari della sorte che li aspettava...

Perchè l'AITIAL

Ad un certo punto della Storia divenne chiaro ad alcuni di noi che o si faceva qualcosa per noi stessi, oppure noi saremmo sempre stati un dato statistico intorno allo 0.0 % nel totale dei diplomati universitari italiani. Furono avviati dei contatti dapprima informali, poi via via più stretti ed ufficiali con quelli che erano i rappresentanti delle Scuole analoghe di Bari e Cagliari. Fu presa una decisione che avrebbe costituito una pietra miliare nella storia del nostro travagliato diploma: dovevamo costituire una libera Associazione. Dopo contatti con l'allora Presidentessa dell'Associazione Tecnici di Laboratorio biomedico che ci indirizzò a costituire una nostra "compagine", decidemmo di riunirci in assemblea. Fu deciso il posto, l'Oasi del WWF di Orbetello, poichè rivestiva un simbolismo speciale: la nostra passione era l'Ambiente (seppure con valenze diverse da quelle più prettamente "naturalistiche") e in un posto che era quasi un "totem" per l'Ambiente dovevamo riunirci e far nascere la nostra "creatura". Il destino doveva esserci avverso anche nella scelta del posto: per un disguido con i gestori dell'Oasi il periodo a noi assegnato fu dato ad altre associazioni. I gestori peraltro furono gentili: ci procurarono una sala dove riunirci, la Sala Comunale di Orbetello, e anche se il disguido ci procurò alcuni problemi di natura economica (non dimentichiamo che a quel tempo molti di noi erano disoccupati o sottoccupati per cui l'Oasi ci andava benissimo anche perchè costava poco...) riuscimmo a trovare delle sistemazioni decenti e abbordabili. Ci furono le elezioni: il consiglio direttivo si insediò, furono nominati gli organi dell'Associazione. Già da allora comunque, espletate le formalità elettive, si iniziò a parlare di contenuti del corso, di sviluppi futuri, di discipline, anche se l'obiettivo primario delle nostre azioni era il riconoscimento giuridico del "pezzo di carta" che avevamo conseguito...

L'AITIAL viene costituita in Orbetello (GR) il 24 febbraio 1990 presso il Notaio Bruno Muriani, repertorio N. 37379, raccolta N. 6157.

Tutti noi eravamo coscienti di aver fatto un passo decisivo per il miglioramento della nostra situazione, ed eravamo molto ottimisti e "caricati".

Nessuno di noi poteva immaginare a quell'epoca che la via per arrivare al giusto riconoscimento sarebbe stata ancora lunga e snervante, per tutti coloro che erano in attesa di soddisfazione, ma anche e soprattutto per coloro che in prima persona si erano impegnati a fondo per raggingere lo scopo. Primi fra tutti: Emanuela, Francesco e Giovanni. A loro va il merito di aver tenuto duro, di aver tentato con ogni mezzo di arrivare al riconoscimento. Molto spesso si è arrivati vicino alla meta, ma questa come un serpente è scivolata via dalle mani: se non era un governo caduto era qualcosa d'altro...

Insomma un vero strazio.

Attraverso vicende varie, che sarebbero meglio raccontate dai protagonisti dell'epoca, si giunse all'elezione dell'attuale Presidente, Vincenzo Di Nucci, il quale, supportato da un deciso lavoro di squadra e confortato dal mandato conferitogli dall'Assemblea nazionale, riusciva ad ottenere, non senza immane fatica, il riconoscimento del nostro Diploma di Tecnici di Igiene Ambientale e del Lavoro attraverso il decreto di equipollenza che è possibile leggere qui.

Lo scopo dell'AITIAL era stato raggiunto. Il diploma di TIAL è oggi confluito in un "contenitore" che raggruppa diverse professionalità, ormai tutte riunite sotto il titolo di:

Diploma di Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro.

Oggi, nessuna Azienda Sanitaria Locale può indire concorsi per tecnici della prevenzione e ammettere i diplomi (perito industriale, agrario e geometra) previsti dalla superata normativa concorsuale: oggi il candidato a quei posti deve essere in possesso del diploma specifico previsto dalla normativa vigente. D'altra parte non è sicuramente possibile presentarsi ad un concorso per ingegnere avendo il titolo di perito meccanico o geometra, e parimenti non è possibile partecipare ai concorsi per medico del lavoro avendo il diploma di infermiere, anche se questo è stato elevato al rango di laurea. E questo è assolutamente e indubbiamente un successo di AITIAL e del suo Presidente Vincenzo Di Nucci.

Sembrerebbe del tutto naturale, (ma forse qualcuno la pensa diversamente ...), che per essere assunti come Tecnici della Prevenzione si debba essere in possesso del titolo specifico. E invece non è sempre così...

Già, perchè recentemente qualche mente eccelsa ha pensato bene di "riordinare" la figura del responsabile della Sicurezza Prevenzione e Protezione (RSPP) delle Aziende, secondo un decreto in cui la laurea di Tecnico della Prevenzione non è neppure assimilata alle due lauree previste che erano: laurea in ingegneria e in architettura! Strano Paese il nostro!

L'Associazione che nel frattempo ha mutato la sua ragione sociale trasformandola in Associazione Italiana Tecnici della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, AITeP, ha reagito immediatamente invitando i colleghi di tutta Italia ad inviare messaggi elettronici ad alcune autorità, ai giornali, alle reti TV, e pubblicizzando la propria proposta di modifica del decreto. Tutta la storia, aggiornata alla metà di marzo, la potete trovare nelle pagine di un sito che appositamente è stato aperto sotto il dominio di Yahoo.com. Il sito ospitato gratuitamente si trova al seguente link... nella sezione "iniziative e cronologia degli eventi". Nel frattempo altre cose sono successe, ma sarebbe troppo lungo, e forse noioso, raccontarle. L'unica cosa che è possibile affermare è la seguente: occorre vigilare sempre, essere attenti ai più minuti eventi, fosse anche un concorso per un posto di tecnico della prevenzione nella più sperduta ASL d'Italia. E occorre fare in modo che la professionalità del TdP (consentitemi questo acronimo non bellissimo...) migliori sempre, sia sempre in evoluzione continua.

Oggi, 14 aprile 2003, in seduta congiunta, le commissioni Affari Sociali e Lavoro, inizieranno la discussione sul decreto.

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Questo è ciò che succedeva tre anni fa. Da quel tempo ancora tantissima acqua ha macinato grano... il decreto 195/2003 è diventato realtà ed è stato inserito come art 8 bis nella 626, indicando tra le lauree previste per la figura del RSPP anche la laurea in Tecniche della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, anche se nella fattispecie, il laureato in possesso di una delle tre lauree indicate deve comunque superare un corso di 24 ore per essere pienamente operativo come RSPP.

Un altro grossissimo successo è stata la legge 43/2006 con la quale si riordinano le professioni sanitarie dando loro una tutela ordinistica che altre professioni hanno già da molto tempo e che è stata fortemente voluta da quasi tutte le professioni sanitarie ed è stata approvata dal Parlamento con larghissima maggioranza, praticamente all'unanimità.

AITeP è stata in prima fila a combattere per avere questa legge, che è una pietra miliare nella storia delle professioni sanitarie.

Oggi siamo in attesa dei decreti attuativi che fisseranno le regole per accedere agli ordini, le modalità di iscrizione, chi dovrà iscriversi obbligatoriamente, etc...

Insomma, la Storia di AITeP non è giunta al termine come a qualcuno piacerebbe... la Storia continua, si  srotola fra meandri  che  ancora non conosciamo, ma che in qualche modo si possono plasmare se noi avremo il coraggio e la forza di essere determinati. Tenendo ben presente che siano su un binario, non morto..., ma estremamente vivo e vitale.

E' il binario della nostra missione: fare prevenzione, contribuire a migliorare il sistema Paese in cui viviamo senza guardare in faccia a nessuno, perchè sicuri di essere nel giusto!

Questo dobbiamo sempre avere chiaro in mente: chi siamo, cosa vogliamo fare, dove vogliamo arrivare.

La strada non sarà facile, lo sappiamo. Non lo è mai stata. Chi ricorda il travaglio per arrivare al giusto riconoscimento del nostro vecchio Diploma per Tecnici di Igiene Ambientale e del Lavoro sa cosa voglio dire.

Ma anche se siamo stanchi, o ci prende lo scoramento, raggiungere la cima dopo una faticosa camminata rende la conquista più bella.

Buon proseguimento a tutti!


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