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Pubblicato il: 11.02.2010 in Pasquinate
Tags: Sicurezza - Luoghi Lavoro - Tdp

 

Mala tempora currunt

 Carissimi colleghi.....

 Ora ci si mette anche la Toscana....

 Sembra proprio che i Tecnici della Prevenzione siano degli ZOMBI... delle ombre confuse, indistinguibili, degli spettri inafferrabili che si aggirano per il mondo della Prevenzione senza trovare nessuna collocazione e men che mai considerazione e valorizzazione. Condannati ad un eterno girovagare.

 A leggere certe notizie, che come avrete notato sono giÓ state riprese da molti altri (ANMIL, SanitÓ news ecc), non pu˛ che montare l'indignazione, lo sdegno e perfino la rabbia. Se neanche nella terra dove abbiamo il maggior numero di concorsi banditi per tecnici della prevenzione nelle ASL, oltre che tre delle pi¨ avviate scuole delle UniversitÓ che hanno sottoscritto il protocollo, se neanche qui riusciamo a far passare il messaggio che questi professionisti non sono altri da coloro che devono fare la prevenzione nelle aziende....

 Allora diventa durissima...

 Se passa il messaggio che c'Ú una separazione totale tra coloro che si occupano di questi temi nei servizi pubblici delle ASL e/o ARPA rispetto ai loro omologhi che fanno la consulenza per conto delle imprese, allora non c'Ú futuro per la nostra professione. Allora saremo inevitabilmente condannati ad un ruolo subalterno e marginale, sempre pi¨ ristretto e ridimensionato visto che tutto il processo normativo e regolamentare di derivazione comunitario va verso l'autovalutazione, l'autogestione, l'autoassicurazione del rispetto delle buone prassi oltre che delle norme. E’ mai possibile immaginare che la regione capofila nei temi della salute nella conferenza delle regioni, la regione che esprime il responsabile e svolge la funzione di coordinamento del tavolo tecnico dedicato espressamente ai temi della tutela e salute nei luoghi lavoro, che le organizzazioni sindacali, che le universitÓ che tutti loro non sappiano che questo percorso di formazione universitario esiste da moltissimi anni? E’ mai possibile credere che non sappiano che questo Ú l’unico titolo abilitante alla “nostra” professione e che questo Ú l’unico accettato nei concorsi pubblici per le ASL e ARPA?

 A questo disegno la nostra comunitÓ risponde in maniera forte e decisa con un secco NO.

 Questa non Ú una posizione dell'ultima ora; lo abbiamo, invece, sempre sostenuto. Lo sostenemmo con forza durante la battaglia per la giusta definizione dei requisiti culturali che dovevano possedere i professionisti che si occupano di fare prevenzione, di promuovere salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in quella che sarebbe poi diventato il D.Lgs. 195/93 che indicava i requisiti per gli addetti al servizio di Protezione e Prevenzione e per gli RSPP. In quell’occasione riuscimmo anche a cogliere un parziale riconoscimento, infatti, i laureati Tecnici della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, sono da allora esentati dai moduli A e B. Rimane ancora aperta la questione dei corsi per il modulo C e per la funzione di Coordinatore in edilizia.

Questo protocollo d'intesa se attuato avrÓ degli effetti dirompenti sulla possibilitÓ di una giusta collocazione di professionisti che hanno investito tre anni della loro vita, le loro migliori energie motivazionali e intellettuali per prepararsi e dare il loro contributo a ridurre le piaghe che ancora troppo spesso colpiscono i nostri luoghi di lavoro.  E', infatti, inconfutabile che ogni giorno continua lo stillicidio di morti sul lavoro e per il lavoro, che ogni anno facciamo migliaia d’infortunati sul lavoro e migliaia di persone muoiono per una malattia contratta a causa del lavoro.

 Volgiamo terminare ricordando un passo del documento “Valori e Progetti per Albi & Ordine” di alcuni anni fa nel quale al punto 4) Promozione della figura del tecnico della prevenzione a tutto tondo a prescindere dallo specifico campo d’impiego dicevamo:

“…Non vogliamo, quindi, erigere steccati di tipo corporativo, se non altro perchŔ non ne abbiamo la forza, vogliamo invece provocatoriamente lanciare una sfida. L’AITeP - Associazione Italiana Tecnici della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, propone una barricata “virtuale” contro gli infortuni, le malattie professionali e i danni ambientali dal titolo “cultura e preparazione“.

Un caro saluto a tutti voi

Vincenzo Di Nucci - AITeP

 

questa la notizia dal sito della Regione Toscana (un grazie per la pronta segnalazione all'amico e collega Giuseppe Mosca)

 

mercoledý 10 febbraio 2010

SALUTE

Siglati da Regione Toscana con una serie di partner

Due protocolli di intesa per la sicurezza sul lavoro

Nasce il safety manager, si studia la percezione del rischio in edilizia

Operai a lavoro in un cantiere
Operai a lavoro in un cantiere

Due protocolli di intesa per la sicurezza sul lavoro siglati oggi dalla Regione Toscana con una serie di partner. Il primo protocollo riguarda la formazione di “safety manager” all'interno del percorso universitario delle facoltÓ di Ingegneria dei tre atenei toscani. Partner del progetto, con la Regione Toscana, la Commissione speciale lavoro del Consiglio regionale, l'Inail Toscana, le UniversitÓ di Firenze, Pisa e Siena e Cgil, Cisl e Uil regionali.

Obiettivo del progetto quello di formare e mettere rapidamente a disposizione del sistema produttivo un gruppo di 30-50 ingegneri per anno con una formazione completa in tema di sicurezza, con prioritÓ riguardo al settore dei cantieri temporanei o mobili, in campo civile, infrastrutturale e industriale. Le categorie produttive e le aziende che aderiranno al progetto per l'inserimento in azienda del safety manager benefi ceranno di forme di sostegno economico, mentre sarÓ chiesto ai ministeri competenti di riconoscere questo percorso formativo come progetto sperimentale a livello nazionale, anche ai fini del riconoscimento e della valutazione nei concorsi pubblici da parte delle commissioni valutatrici.

L'altro protocollo promuove un progetto sul tema della “Percezione del rischio e della sicurezza negli ambienti di lavoro”, con lo scopo di studiare i comportamenti di tutti i soggetti coinvolti nei processi produttivi in edilizia. Infatti i comportamenti a rischio possono derivare anche da una errata, non riconosciuta, sottovalutata o distorta percezione che essi hanno dell'ambiente in cui operano. Partner del progetto, con la Regione Toscana, l'Inail Toscana, l'Ance Toscana, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil regionali, CNA regionale e Confartigianato Imprese toscana..


Autore: Susanna Cressati
Rif. 184


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