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Mattone e tangenti - arresti tra funzionari del comune di Roma e della ASL Roma E

Pubblicato il: 03.02.2015 in AITeP News
Tags: Tdp - Tecnici - Professione

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Cari colleghi,
da qualche settimana ancora "brutte" notizie per il gruppo professioanle dei Tecnici della Prevenzione, avrete tutti sentito sui giornali e sui tg anche nazionali gli echi delle inchieste della procura romana, sotto riporto solo alcuni link e stralci...
 
Che aggiungere............. sempre il solito, arcinoto commento, non lasciarsi prendere dallo sconforto.
Sono convinto che il ripetersi di tali episodi inevitabilmente compromette il grande sforzo e la fatica che facciamo quotidianamente per dare maggiore "visibilita" a questi temi, al nostro lavoro, alla nostra professione e....... continuo a sostenere che l'unico antidoto è isolare i disonesti e creare sempre più rete per affrontare questi temi tutti insieme e non isolatamente. 
un caro saluto Vincenzo Di Nucci - AITeP
In carcere un funzionario del XIV Municipio, ai domiciliari due tecnici del IX Dipartimento del Comune (Urbanistica) e due ispettori della Asl Rm E. Per sei imprenditori obbligo di firma
esasperati dalle continue richieste di denaro". "Si tratta di due imprenditori arrivati allo stremo - ha detto il colonnello Dario Fasciani, che dirige il gruppo appalti pubblici della guardia di finanza - avevano uno stato d'animo ormai piegato e questo é il segnale anche di come la società stia cambiando. E' uno spaccato poco felice anche perchè riguarda realtà che dovrebbero garantire i cittadini e che invece alcuni funzionari pubblici tentano di inquinare. Noi con le indagini andremo avanti e anche gli imprenditori sono determinati a darci una mano perchè ormai stanchi''. 

G
li uomini della Finanza hanno scoperto un vero e proprio tariffario per le tangenti. I cinque pubblici ufficiali erano coinvolti in un giro di mazzette nel settore edile: 6mila euro erano necessari per la dichiarazione di inizio dei lavori, 3mila per le pratiche di sanatoria, 8mila per le varianti e 10 mila per la dichiarazione di fine lavori. Per evadere i controlli sulle misure di sicurezza erano invece necessari 100 euro. In un episodio, per la costruzione di villette a schiera venivano richiesti 2mila euro l'una, mentre il prezzo per evitare o ammorbidire le attività ispettive della Asl era di mille euro. Per la richiesta delle tangenti, i finanzieri tramite le intercettazioni hanno scoperto l'utilizzo di una valuta fittizia, la 'latta', corrispondente a 100 euro. "In alcuni casi - ha affermato il generale Gennaro Vecchione, comandante delle Unità speciali della Finanza - abbiamo scoperto una sorta di corruzione preventiva con tangenti pagate addirittura prima che partissero i controlli". Anche per i controlli effettuati dagli ispettori della Asl in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro é stato ulteriormente rilevato come la corruzione preventiva, con il pagamento di tangenti per evitare controlli ancora prima che venissero pianificati o pensati, avesse assunto forme notevoli, consentendo l'arresto di ulteriori pubblici ufficiali.

Il sistema di malaffare e di corruzione svelato dalle indagini nel settore delle costruzioni residenziali della capitale apre uno squarcio preoccupante sul metodo adottato dai pubblici ufficiali indagati. Si rilevano, infatti, episodi di corruzione sia nella fase preliminare, nel momento in cui venivano presentati i progetti al IX Dipartimento per ottenere il titolo autorizzativo, sia nella fase esecutiva, quando i tecnici dell'ispettorato edilizio dei vari Municipi effettuavano i controlli nei cantieri, non rilevando gli abusi. Anche per quanto riguarda i controlli effettuati dagli ispettori dell'Asl per la sicurezza negli ambienti di lavoro é stato rilevato come la corruzione preventiva abbia assunto forme preoccupanti consentendo l'arresto di ulteriori pubblici ufficiali. 

Le indagini delle fiamme gialle proseguono. Intanto 
l'assessore comunale alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo "ha espresso la piena e totale collaborazione del Dipartimento e della Amministrazione capitolina con la magistratura e le forze dell'ordine, il cui lavoro é positivamente volto a fare pulizia e chiarezza". La Finanza ha chiesto di acquisire documenti a partire dal 2010. "Intenti, questi, che corrispondono pienamente all'indirizzo dell'assessorato e della giunta di Ignazio Marino. Ricordo inoltre che già nell'ottobre 2013, appena insediato, ho operato una rotazione di tutti i dirigenti delle unità organizzative, una operazione che non avveniva da decenni e che a ruota ha consentito di dare un segnale chiaro sul cambio di atteggiamento a tutti i livelli degli uffici, sia dell'edilizia che dell'urbanistica. Una iniziativa che questa amministrazione vuole far diventare una regola, presa anche a tutela dei tanti dirigenti e dei funzionari che svolgono con dedizione e correttezza il loro lavoro". 
L'operazione "Vitruvio" della Finanza. In manette funzionari pubblici e imprenditori. Contestato anche il reato di concussione. Oltre 40 perquisizioni in case e uffici della Capitale. Gli impiegati del XIII e XIV ex circoscrizioni quelli dello Spresal, in cambio di tangenti, hanno omesso di rilevare gli abusi riscontrati durante le ispezioni ai cantieri
Corruzione, concussione e tangenti da 1.000-1.500 euro pernon rilevare abusi edilizi. Questi i reati che vengono contestati a 28 persone, 10 funzionari pubblici, 13 imprenditori e cinque professionisti raggiunti da ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Anna Maria Gavoni. Ventidue di loro sono in stato di arresto. Con l'operazione denominata "Vitruvio" i finanzieri del Comando Unità speciali della Guardia di finanza di Roma hanno scoperto un vasto sistema di malaffare, basato su accordi illeciti tra imprenditori e funzionari pubblici, i quali, in cambio di denaro o altro, avrebbero omesso atti, oppure avrebbero suggerito loro stessi quali modifiche apportare ai lavori per far ottenere al costruttore il massimo vantaggio economico, in maniera del tutto illecita. Oltre 40 le perquisizioni eseguite in abitazioni, studi privati e uffici pubblici della Capitale. 

Tutto é iniziato da alcuni episodi che vedevano coinvolti alcuni funzionari al lavoro presso l'Ispettorato edilizio del XIV Municipio di Roma Capitale e presso una Asl capitolina. Nel mirino degli investigatori, infatti, sono finiti i funzionari dell'Ispettorato edilizio del XIV Municipio di Roma che, preposti al controllo delle pratiche edilizie, in cambio di tangenti, avrebbero omesso di rilevare gli abusi riscontrati nel corso delle ispezioni ai cantieri edili. Oltre alla mancata contestazione degli abusi edilizi, i funzionari secondo le indagini avrebbero compiuto gravi irregolarità nella gestione delle pratiche relative al rilascio delle autorizzazioni per gli imbocchi alla rete fognaria (fondamentali per la vendita delle nuove unità immobiliari), favorendo gli imprenditori ''amici''.

Nell'indagine della procura di Roma, eseguita con intercettazioni telefoniche, pedinamenti e rilevamenti contabili, sono finiti anche funzionari pubblici che prestano servizio presso l'ufficio tecnico del XIII Municipio di Roma e allo Spresal (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) dell'Asl Roma E. In particolare, per quanto riguarda i funzionari dello Spresal dell'Asl, dalle indagini sarebbe emerso che in cambio di tangenti questi avrebbero evitato di contestare le irregolarità riscontrate nei cantieri relative alle norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro.

Pagare 'mazzette', insomma, era diventato necessario per lavorare. Una prassi ormai consolidata tanto che inquirenti e investigatori sono rimasti colpiti "dalla normalità attraverso cui imprenditori e funzionari infedeli operano nell'illegalità, senza avere troppa cura del bene pubblico". Le somme in questione non sembrano dire granchè (si parla di tangenti che ogni volta potevano arrivare fino a 1000-1500 euro) ma a inquietare é che le indagini hanno svelato "una realtà illecita molto diffusa che potrebbe estendersi anche ad altri Municipi della capitale", ha detto il procuratore aggiunto Francesco Caporale.

In molte conversazioni, infatti, gli indagati farebbero esplicito riferimento al pagamento di somme di denaro a favore dei funzionari responsabili dei controlli dei cantieri. E i finanzieri avrebbero anche scoperto l'uso di una sorta di ''tangente preventiva'' che veniva pagata per ottenere ''coperture'' ogni qualvolta qualcuno avesse intenzione di aprire un cantiere edile. 

Delle 28 persone indagate, 6 sono detenute a Regina Coeli per decisione del gip Anna Maria Gavoni (l'imprenditore Roberto Biagini e i funzionari municipali Stefano Urbinati, Simone Casale, Giovanni Grillo, Maurizio Paiella e MarcelloFioravanti), 16 agli arresti domiciliari (Gianluca Sicari, Gianfranco Morani, Sandro Costantini, Rodolfo Ercolani, Claudio Pompei, Franco De Angelis, Giovanni Ceci, Andrea Dionisi, Guido Bizzarri, Costantino D'Amico, Giacomo Ceccarelli e i funzionari Andrea Costa, Claudio Guidi, Maurizio Sabatini, Franco Di Carlo e Claudio Rantazzi) e ad altre 6 é stato imposto l'obbligo di firma nel registro dei sorvegliati (Mauro Raggianti, Emiliano Gaspari, Daniele Losani, Paolo Bonardini, Massimo Gaiarin e Antonio Domenico Colarusso). 

Le indagini delle Fiamme Gialle non sono terminate e proseguono per accertare ulteriori responsabilità.


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