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Professioni sanitarie. Conaps: ´E´ colpa di Balduzzi se non abbiamo ancora gli Ordini - Oltre il DANNO, anche la BEFFA!!

Pubblicato il: 20.12.2012 in AITeP News
Tags: Tdp - Albo - Ordine

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Lo afferma in una lettera aperta al ministro della Salute il presidente Bortone: “Avete regolamentato associazioni non riconosciute, mentre non si é fatto nulla per quelle sanitarie già regolamentate. Se nulla verrà fatto, il suo operato sarà da considerarsi inconcludente e fallimentare”. 

Da ieri le professioni non regolamentate hanno una legge (approvata in via definitiva dalla commissione Attività produttive della Camera che esaminava il testo in sede legislativa), ma per le professioni sanitarie ancora non si vede il traguardo dell’istituzione degli appositi Ordini. E questo non va già al presidente del Conaps, Antonio Bortone, che punta il dito direttamente verso il ministro della Salute, Renato Balduzzi, accusandolo, in una leggera aperta, di non essere mai intervenuto sulla questione, nonostante i ripetuti solleciti, “per tutelare le competenze delle professioni sanitarie, nei confronti di professioni diverse che oramai invaderanno l’ambito sanitario, generando confusione e disorientamento”.

Bortone torna quindi a sollecitare il ministro ad intervenire per l’approvazione della legge: “Era e resta un suo preciso impegno politico dal quale non potrà sfuggire indenne da critiche qualora non lo assolvesse. Infatti, non compiendolo, la sua credibilità politica sarebbe pari alla sua responsabilità”.

Ecco il testo integrale della lettera di Bortone a Balduzzi.

Signor Ministro, 
 
l’approvazione in via definitiva del ddl 3270, avvenuta ieri alla Camera, palesa una grave ed ingiustificabile contraddizione. Si regolamentano associazioni professionali non riconosciute e non si ordinano invece quelle già regolamentate?

Nulla in contrario al Ddl in questione, ma non si comprende l’urgenza politica di questo provvedimento al cospetto di una oramai storica quanto vergognosa attesa d’istituzione degli Ordini per le Professioni Sanitarie.

Signor Ministro, l’abbiamo più volte sollecitata ad intervenire sulla questione, per tutelare le competenze delle professioni sanitarie, nei confronti di professioni diverse che oramai invaderanno l’ambito sanitario, generando confusione e disorientamento.

Non solo non ha mai dato riscontro alle nostre corrette ed educate sollecitazioni, signor Ministro, ma il fatto più grave é che non é mai intervenuto, consentendo così il rapido completamento dell’iter parlamentare del DDL approvato ieri.

Abbiamo atteso una sua risposta coerente e concreta, di solito segno di piena responsabilità ed affidabilità politica, sull’istituzione degli Ordini delle professioni sanitarie. Ad oggi, nulla é pervenuto!

Era e resta un suo preciso impegno politico dal quale non potrà sfuggire indenne da critiche qualora non lo assolvesse. Infatti, non compiendolo, la sua credibilità politica sarebbe pari alla sua responsabilità!

Le Professioni sanitarie appartengono al Dicastero che lei rappresenta ed amministra. Oggi si sentono completamente orfane ed abbandonate. Già sensibilmente scosso, sul piano economico, il Ssn ora rischia di dissolversi sul piano giuridico. Il quadro normativo vigente é costato anni di lotte e di conquiste, ma che hanno consentito una costante crescita ed un continuo sviluppo professionale, tutto a vantaggio della qualità delle prestazioni ed a garanzia dell’utenza. Gran parte di questo percorso la ricorda come protagonista lungimirante ed attento, pur se non incardinato nel ruolo autorevole che oggi ricopre. Per questo non si comprende la sua indeterminazione di oggi.

Abbiamo atteso troppi anni; abbiamo creduto alla complessità dell’iter parlamentare e ad ogni altra dichiarazione d’urgenza che sorpassava in agenda il compimento dell’iter parlamentare dei provvedimenti dove erano inseriti gli articoli riguardanti l’istituzione degli Ordini per le professioni regolamentate dalla Legge 43.

Abbiamo comunque e sempre risposto con professionalità e correttezza istituzionale, sopportando rimandi e giustificazioni di circostanza.

Signor Ministro, se il suo mandato dovesse davvero concludersi senza l’istituzione degli ordini, a compimento della Legge 43 del 2006, potrà certamente considerarsi inconcludente e fallimentare.

A questo punto é palese la prevaricazione dell’interesse commerciale sull’interesse alla salute ed alla tutela del Cittadino.

Questo tipo di politica, deprime ogni decoroso rispetto ed annulla ogni credito di fiducia di chi la interpreta.

Signor Ministro, si giustifichi con i fatti.

Antonio Bortone
Presidente Conaps
Coordinamento Nazionale delle professioni sanitarie

 

Sottoscrivendo parola per parola il comunicato del presidente del CoNAPS, Antonio Bortone, aggiungo una piccola riflessione a caldo, cercando di immaginare quale sarà lo scenario dei prossimi mesi.....

La situazione potrebbe essere sintetizzata con il celebre motto:

Oltre il DANNO, anche la BEFFA!!

E' notorio il fatto che nel campo della Prevenzione, specialmente se parliamo di tutela dell'Ambiente, di tutela della Filiera Alimentare e di tutela della Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, le norme legislative specifiche che regolamentano i singoli campi consentono di esercitare la funzione di "Tecnico della Prevenzione" praticamente a tutti. Nella "migliore" delle ipotesi basta avere un diploma di scuola superiore e fare qualche corso di formazione di poche decine di ore per avere la "patente" e fare valutazioni del rischio di qualsiasi genere, piuttosto che la formazione specifica ecc. ecc. 

Per non sottolineare l'assurdo che talvolta a questi operatori é concesso l'esercizio della specifica funzione e ai laureati in Tecniche della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro invece no, nonostante il nostro sia un corso triennale con una considerevole quota di tirocinio e esame finale abilitante all'esercizio professionale. Nonostante il nostro titolo sia l'unico abilitante alla funzione di "controllore" nella pubblica amministrazione ad esempio in ASL e ARPA. Insomma siamo abilitati a fare i controllori e non i controllati, non ci vuole un grande scienza per dedurre che un controllore dovrebbe saperne più di un controllato...(vedi RSPP modulo “C, Cordinatore in fase di Progettazione e esecuzione in edilizia, tecnico competente in acustica, formatore per la sicurezza nei luoghi di lavoro e per operatori del settore alimentare ecc, ecc)

E' altrettanto notorio che ci sono decine e decine di associazioni che raccolgono i vari "operatori" che operano nei suddetti campi.

Cosa succederà dopo l'emanazione della legge citata che le suddette Associazioni si registreranno al sito internet del ministero della attività produttive, magari si consorzieranno pure, e certificheranno attraverso le procedure validate dall'ente di accreditamento i vari professionisti non regolamentati che potranno così contare su un “bollino”, mentre ai Tecnici della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro pur essendo professione sanitaria regolamentata ma non “ordinata” ovvero senza uno specifico Albo e/o Ordine professionale sarà negato GARANTIRE i nostri interlocutori. 

Alla faccia della trasparenza e della tutela dell'ambiente, della salute dei cittadini e dei lavoratori, alla faccia della tutela dei “consumatori”.

Un caro saluto Vincenzo Di Nucci - AITeP


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