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Ultimo appello D.Lgs. delega legge 123/07

Pubblicato il: 31.03.2008 in AITeP News
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cari colleghi quello che segue é il testo dell'ultimo messaggio inviato ai ministri e al presidente del consiglio

Signor Presidente, signori Ministri,

domani é convocato un consiglio dei ministri straordinario per deliberare sul decreto legislativo in attuazione della delega di cui alla legge 123/07 in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Signor Presidente Lei oltre 15 anni fa scriveva: "In un'epoca di grandi mutamenti quale quella che stiamo vivendo, il nostro Paese sta compiendo scelte difficili ed impegnative. Gli obiettivi da perseguire sono lo sviluppo e la qualità, non solo nel settore industriale ed economico ma anche nel terziario e nella Pubblica Amministrazione. Per il raggiungimento di questi obiettivi occorre quindi produrre conoscenze e competenze. Per questo i settori produttivi chiedono profili professionali a crescente qualificazione. La differenza tra struttura sociale di ieri e quella d'oggi sta nel fatto che lo sviluppo, oggi, é gestito da centinaia di migliaia di protagonisti, intendendo per protagonisti soggetti che abbiano raggiunto una specifica specialità, capaci di collaborare con sufficiente autonomia a funzioni d'utilizzazione, gestione e padroneggiamento delle tecnologie".

Ecco noi tecnici della prevenzione abbiamo raccolto, nel nostro piccolo, il suo appello e oggi possiamo orgogliosamente affermare che il nostro paese é dall'avanguardia in Europa e non solo, infatti, sembra che il nostro paese oltre ad aver pensato prima degli altri alla istituzione del percorso formativo del medico del lavoro, é per ora l'unico ad aver istituito il percorso di laurea del tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro.

Purtroppo questa grande intuizione del nostro mondo accademico e di quello professionale non é giustamente valorizzato e riconosciuto. Il governo ha accolto due OdG, allegati alla nota,  il primo aveva proprio questo obiettivo, la nostra comunità vi chiede fortemente di dare seguito con atti concreti a quell'impegno.

Al link: http://www.petitiononline.com/AITeP3/petition.html
troverete le 583 firme dei colleghi che appoggiano e sostengono i contenuti dell'OdG approvato alla Camera dei Deputati.

Ci auguriamo che almeno le nostre proposte in tema requisiti professionali del RSPP e del Coordinatore in edilizia (artt 32 e 98) trovino la giusta soluzione.

E' superfluo ricordare che tre anni di corso universitario specifico con 60 CFU per anno 1500 ore di corso/anno di cui circa la metà svolta in tirocinio pratico espletato per la maggior parte presso i dipartimenti dei prevenzione delle ASL sono di gran lunga superiori a qualsiasi altra formazione alternativa, ai vari corsi che nella migliore delle ipotesi non superano le 120-130 ore e non prevedono alcune esperienza pratica.

Scrivevamo nell'appello per la discussione del provvedimento poi divenuto D.Lgs. 195/03 articolo 8bis del D.Lgs. 626/94:

Invitiamo i lavoratori, le forze sindacali, gli imprenditori illuminati, le forze politiche, gli uomini di governo ad un confronto serio, appassionato, serrato. In ogni caso, la protesta dei tecnici della prevenzione ha degli obiettivi chiari e precisi. "Non é rivolta a tutelare la propria professionalità", anche se questo sarebbe più che comprensibile; non é intenzione della categoria, infatti, erigere degli steccati entro i quali gestire un potere professionale. Vogliamo, invece, contribuire a "rendere un servizio in termini di qualità della vita", pensando che il lavoro é il fondamento della nostra società e che ci dà sussistenza, mentre l'ambiente é la nostra casa. Non vogliamo, quindi, erigere steccati di tipo corporativo, se non altro perchè non ne abbiamo la forza, vogliamo invece provocatoriamente lanciare una sfida.

L'AITeP - Associazione Italiana Tecnici della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, propone una barricata "virtuale" contro gli infortuni, le malattie professionali e i danni ambientali dal titolo "cultura e preparazione".

Concludendo tutte le aziende, anche le più piccole, devono ricorrere a specialisti esterni per la contabilità, gli aspetti fiscali ecc. Perchè la sicurezza sul lavoro, che riguarda la salute e la vita delle persone, deve invece essere curata da persone preparate "in qualche modo"? E ancora: a qualsiasi professionista, dall'avvocato all'infermiere, si chiede un titolo di studio e un percorso formativo specifico. Perchè non farlo anche per l'RSPP e gli addetti al SPP, cui é demandata una materia quantomeno altrettanto complessa?

in allegato la nota inviata nei giorni scorsi ai parlamentari delle commissioni interessate ad esprimere il parere.

Siamo certi che non vorrete lasciar cader nel vuoto questo nostro ultimo appello.

cordialmente Vincenzo Di Nucci - presidente AITeP

Associazione Italiana Tecnici della prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro.


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