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Newsletter Albo & Ordini -

Pubblicato il: 04.07.2006 in AITeP News
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Newsletter Albo & Ordini

care colleghe, cari colleghi

prosegue il lavoro per l'emanazione dei D.Lgs istitutivi degli Ordini e Albi, incontri, riunioni, scambi di opinioni, messaggi, ecc ed anche oggi pomeriggio é convocata una riunione al ministero della salute i cui lavori proseguiranno poi da dopodomani mattina.

Vi invio in questa ottica, copia del messaggio inviato ai colleghi presidenti delle altre associazioni delle professioni sanitarie, sul dibattito in corso per l'emanazione del provvedimento legislativo di istiutzione degli albi & ordini. Sto finendo la redazione di un altro documento, gia dibattuto nelle sue linee generali nel direttivo, definito come "valori" per albo e ordini che spero di pubblicare prestissimo.
Nel frattempo accontententatevi di questa anticipazione sul tema del modello organizzativo degli organismi rappresentativi.

Tenete conto che rispondevo ad un altro messaggio inviato da un altro collega.



condivido pienamente le considerazioni svolte da Tiziana, e credo altresì che l'impegno ed il mandato affidato all'avv. Leozappa ci consentirà di presentarci con una posizione comune.

Volevo sottoporre alla vostra attenzione una questione che ho già rappresentato sia nel corso dell'incontro al ministero che in quello di Bologna.

Rimango fortemente convinto che in questa prima fase d’avvio degli ordini e degli albi sia più che mai necessario creare organismi che siano in grado di funzionare, per questo mi sta particolarmente a cuore la questione dell’economicità e dell’efficienza delle strutture oltre che la loro democraticità.

Se é certamente importante l'assetto istituzionale, forse sarà decisivo l'aspetto organizzativo.

Non capire che passiamo in una nuova era che ha ben poco a vedere con quello che finora abbiamo vissuto la maggior parte di noi, ovvero il mondo associativo, é di una "miopia" che sconteremo nel breve periodo.

Stiamo passando dall'era in cui le spinte motivazionali e le adesioni volontarie alle nostre associazioni sono state il collante e l'energia primaria che ci ha consentito di raggiungere traguardi insperati solo qualche mese fa.

Nel mondo degli albi & ordini, tutto diventa più "certo e fisso” anche le regole di gestione della semplice attività quotidiana e di routine. Si passerà soprattutto dall'adesione volontaria con il libero contributo, non solo d’idee, ma anche economico, alla fase della "tassa" d'iscrizione (fortunatamente obbligatoria) a fronte della quale ognuno di noi chiederà migliori e maggiori servizi e tutele.

Per questo, visti i numeri dei potenziali futuri iscrivibili agli albi ed ordini, credo sia saggio, salvo rari casi, pensare all’istituzione d’unici ordini e albi nazionali. Piccolo non sempre é bello, il nanismo rappresentativo sono certo che non offrirà maggiori certezze ne migliori tutele o garanzie.

Infatti, se é vero che un’architettura istituzionale particolarmente complicata renderà praticamente immobile i nuovi organismi, come hanno  magistralmente rilevato i presidenti delle federazioni dei collegi, e altrettanto vero che avere a disposizione poche risorse economiche ed  una classe dirigente “allargata” non sufficiente preparata rischiano di produrre brucianti delusioni. Non credo sia oculato creare ordini (fossero anche interregionali) che hanno una consistenza del migliaio d’iscritti.

L’attenta analisi della situazione nazionale della nostra professione e dell’area ci fa propendere per una scelta, quanto meno iniziale, per la costituzione di un unico ordine e relativi albi, su tutto il territorio nazionale con sede necessariamente a Roma. Le scelte di carattere tecnico, derivano da valutazioni di tipo economico-organizzative che nello specifico si possono riassumere in:

  • necessità di fotografare la realtà numerica della professione, nelle sua distribuzione nazionale e locale ed il relativo confronto con i colleghi degli altri albi (tralascio le considerazioni in merito all’evasione che in questa prima fase potrebbe raggiungere cifre anche consistenti, mi sembra di aver percepito che attualmente nei collegi costituiti si viaggi intorno a cifre dell’ordine del 30%);
  • necessità di avere nelle fasi costituenti iniziali, un solo organismo rappresentativo unitario della professione, che si confronti con le istituzioni, che dia indirizzi univoci, ma che nel contempo sia pronto ad individuare, preparare, supportare e delegare rappresentanti nelle singole realtà locali creando un sistema a rete; tra gli altri compiti queste compagini dovranno lavorare per creare le condizioni per le prossime federazioni;
  • necessità di abbattere i costi di gestione relativi a più sedi e ordini sparsi su tutto il territorio nazionale, che graverebbero inevitabilmente sulle tasche degli iscritti, (se crediamo che in questa fase, ma anche in seguito, sia sensato avere tariffe d’iscrizioni commisurate al livello dei nostri stipendi) c’é bisogno di scelte che creino le giuste sinergie, se necessario facendo anche accordi con altri ordini per la condivisione di servizi e spazi comuni, con l’obiettivo di ridurre al minimo i costi d’amministrazione dei nuovi, indispensabili organismi di gestione dell’esercizio professionale

La scelta dell’AITeP, su questo problema é chiara, il denaro chiesto agli iscritti deve essere utile soprattutto per un ritorno in termini di tutela delle nostre professioni, per una maggiore qualificazione e per una rilevante responsabilizzazione di tutti. Solo facendo sinergia, aggregando in questa prima fase e riservandoci nei regolamenti di prevedere creazioni di future di realtà locali potremo superare le inevitabili diffidenze di molti colleghi, soprattutto pensando che grandi nostre comunità esplicano la loro attività all’interno delle strutture pubbliche.

Le considerazioni svolte ovviamente non coinvolgono i colleghi che trasformano i loro collegi soprattutto in considerazione della pluridecennale esperienza maturata nel campo.

Con affetto un caro saluto a martedì
vincenzo di nucci - AITeP


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